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20/04/2026 - Incontri

Ultimo appuntamento degli incontri organizzati dall'Autorità per le minoranze linguistiche in Val di Fassa con la Comunità Ladina. Contemporaneamente, presso l'Istituto comprensivo di San Giovanni/Sén Jan, #COME, l'iniziativa di Conosciamo Autonomia che porta la Specialità all'interno delle scuole

Minoranze linguistiche: doppio appuntamento in Val di Fassa

la riunione nel Comun General
Ultimo appuntamento degli incontri organizzati dall'Autorità per le minoranze linguistiche in Val di Fassa con la Comunità Ladina. Contemporaneamente, presso l'Istituto comprensivo di San Giovanni/Sén Jan, #COME, l'iniziativa di Conosciamo Autonomia che porta la Specialità all'interno delle scuole

Minoranze linguistiche: doppio appuntamento in Val di Fassa

la riunione nel Comun General

Pozza di Fassa - Il Consiglio provinciale del Trentino ha fatto tappa in Val di Fassa per un confronto diretto con le comunità ladine sulle principali criticità e prospettive legate alla tutela delle minoranze linguistiche. Presenti il presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini e i consiglieri della VI Commissione: il presidente Walter Kaswalder e i consiglieri Eleonora Angeli (Misto), Francesca Parolari (Pd del Trentino), Francesco Valduga (Campobase). Presenti anche Luca Guglielmi, consigliere ladino e assessore regionale, il presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher e la senatrice fassana, Elena Testor. 

Contemporaneamente, presso l'Istituto comprensivo di Fassa, si è tenuto l'incontro,  #Come, parte del profetto Conosciamo Autonomia 

Ad aprire l'incontro, organizzato dal'Autorità per le minoranze linguistiche, la presidente Katia Vasselai, che ha chiarito l'obiettivo della giornata: raccogliere indicazioni concrete dai territori per orientare le politiche provinciali e regionali e alimentare la relazione annuale dell'Autorità.


Felicetti: 'Casa e affitti turistici nodo centrale'


Il Procurador della Val di Fassa, Edoardo Felicetti, ha ringraziato per la presenza istituzionale, definendola un valore aggiunto per il territorio. Entrando nel merito, ha posto con forza il tema della casa, evidenziando come gli strumenti attuali, come Ri-Val, non garantiscano una priorità ai residenti. Ha denunciato inoltre uno squilibrio crescente nel mercato degli affitti: 'Oggi conviene più affittare al turista che al residente', con il rischio concreto di svuotamento delle comunità locali. Tra le possibili soluzioni ha indicato la necessità di deroghe per favorire edilizia cooperativa o privata destinata ai residenti.


Chiocchetti: 'Serve un salto di qualità'

L'assessore del Comun general de Fascia, Bernardino Chiocchetti, ha rafforzato questo quadro parlando della casa come emergenza prioritaria, legata direttamente alla tenuta sociale e demografica della valle. Ha poi affrontato il tema del personale, denunciando uno squilibrio strutturale: negli anni sono aumentate le competenze del Comun general, senza un adeguato rafforzamento delle risorse umane. Il risultato è una forte presenza di contratti precari e progettuali. 'Serve una programmazione più ampia e stabile', ha affermato. Chiocchetti ha quindi richiamato la necessità di un 'salto di qualità' complessivo, toccando anche i dossier aperti su toponomastica e indennità di bilinguismo, per la quale ha chiesto criteri condivisi. Ampio spazio anche alla scuola: ha evidenziato le difficoltà legate alla figura del Sorastant, soprattutto in vista dell'uscita di Federico Corradini, molto apprezzato dalla comunità, e la complessità di gestire un istituto tra i più articolati del Trentino. Infine, ha criticato l'approccio iniziale dell'ufficio minoranze rispetto all'uniformazione dei gruppi linguistici, ritenuto potenzialmente divisivo in una prima fase e ha auspicato che vi sia maggiore dialogo nel rispetto delle diversità.


Corradini: 'La scuola ladina tra qualità e fragilità'

Il Sorastant Federico Corradini ha offerto un'analisi dettagliata del sistema scolastico ladino. Da un lato, ha evidenziato l'interesse crescente: negli ultimi due anni diverse scuole del Trentino hanno visitato l'istituto di Pozza. Dall'altro, ha sottolineato criticità rilevanti: calo degli studenti, difficoltà organizzative e rischio di docenti 'perdenti cattedra', fenomeno che potrebbe riguardare a breve anche l'insegnamento della lingua ladina. Ha ribadito come il modello ladino punti sulla qualità, con classi contenute, ma le attuali regole provinciali spingono verso accorpamenti e classi più numerose, mettendo in difficoltà il sistema. 'Serve una mediazione tra norme generali e specificità territoriali', ha spiegato. Sul piano linguistico, ha lodato la motivazione del personale docente, ma ha evidenziato un problema di equità nelle risorse: nelle scuole dell'infanzia, fondamentali per l'imprinting linguistico, i riconoscimenti economici sono significativamente inferiori rispetto agli altri gradi scolastici.


Dezulian: 'Più personale e coordinamento'

La presidente dell'Istitut Cultural Ladin, Tea Dezulian, ha evidenziato il percorso di collaborazione tra le comunità linguistiche, inizialmente complesso ma oggi approdato a una sintesi positiva. Ha posto però l'accento sulle criticità organizzative, in particolare sulla carenza di personale, citando il caso del funzionario della biblioteca, problema aperto dal 2022. L'ampliamento dell'organico è stato comunicato, ma resta da definire il finanziamento. Sul fronte scolastico, ha ribadito la disponibilità dell'Istituto a collaborare con il Comun general per la realizzazione di dizionari e materiali didattici, sottolineando la necessità di ottimizzare le risorse. In questa direzione è stato avviato un coordinamento di valle, che si intende consolidare. Ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare il personale per la tutela del patrimonio culturale e valorizzare il Museo della Guerra di Moena.


Brunel e Verra: 'Casa, lingua e informazione'

Fernando Brunel, presidente dell'Union di Ladins di Fassa, ha rilanciato il tema casa proponendo di destinare fondi ai Comuni per acquistare immobili da mettere a disposizione dei residenti. Ha inoltre chiesto un rafforzamento dell'indennità di bilinguismo e una maggiore valorizzazione della bandiera ladina, anche a livello euroregionale. Tra le proposte, anche una collaborazione sanitaria con Bolzano e la creazione di una radio ladina per rafforzare la diffusione linguistica.
Roland Verra, presidente dell'Union Generela di Ladins dla Dolomites, ha ampliato il ragionamento a livello interladino, sottolineando la necessità di rafforzare la scuola, incentivare la formazione degli insegnanti e sviluppare materiali didattici condivisi con Bolzano. Ha evidenziato il ruolo strategico dell'editoria e dell'informazione, citando l'esempio svizzero di Radio Rumantsch, e ha aperto anche al tema dell'intelligenza artificiale per la lingua ladina, su cui sono in corso lavori all'Eurac di Bolzano. Centrale, per Verra, anche la questione dello standard ladino unitario.


Politica e istituzioni: autonomia e servizi

La senatrice Elena Testor ha richiamato l'imminente riforma dell'Autonomia, sottolineando il ruolo delle minoranze nella specialità regionale. Francesco Valduga ha parlato della 'fatica di risalire la corrente' delle comunità di valle, chiedendo un bilancio concreto delle azioni intraprese.  Eleonora Angeli ha posto l'accento sulla sanità, indicando nella collaborazione con Bolzano un ambito strategico, e ha richiamato il valore dell'identità come elemento sostanziale e non folkloristico.
Altri nodi: giovani, traduzioni e competenze
Sabrina Rasom, direttrice dell'Istituto Culturale Ladino, ha evidenziato le difficoltà di raccordo con Bolzano e la necessità di attrarre giovani insegnanti, rafforzando il legame con l'università.
Giulio Florian, sindaco di San Giovanni/Sén Jan, ha difeso il ruolo del Comun general nella gestione delle competenze, segnalando criticità sullo Ski College, in particolare l'assenza di un convitto. La dirigente del Servizio minoranze, Elisabetta Sovilla, ha illustrato il lavoro svolto sul piano normativo e sulla certificazione linguistica, ribadendo l'importanza della traduzione degli atti. 


Conclusioni: temi noti e nuove sfide

In chiusura, Luca Guglielmi ha richiamato i tempi lunghi per lo sviluppo dello Ski College e annunciato iniziative su radio ladine e bandiera.
Il presidente Claudio Soini ha sintetizzato i lavori: molti temi - casa, demografia, servizi - restano aperti, accanto a nuove sfide. Centrale il tema della collaborazione tra territori, istituzioni e sistema euroregionale.


Il prossimo appuntamento è fissato per il 14 maggio in Consiglio provinciale, con una seduta congiunta dedicata alle minoranze linguistiche. 

 

'Conosciamo Autonomia' fa tappa a San Giovanni di Fassa: studenti a confronto su identità ladina e storia locale

 

Il progetto formativo del Consiglio provinciale 'Conosciamo l'Autonomia' ha fatto tappa oggi a San Giovanni di Fassa/Sèn Jan in occasione di #COME - Il Dì dell'Autonomia. Protagonisti gli studenti del Liceo Artistico e le classi seconde C ed E della Fondazione Edmund Mach, arrivate da San Michele all'Adige, coinvolte in una giornata dedicata alla conoscenza delle minoranze linguistiche con particolare attenzione alla comunità ladina. 

Il format del progetto ha permesso agli studenti di approfondire l'importanza degli istituti che frequentano. Da una parte l'Istituto agrario, nato nel 1874 per rispondere all'esigenza di sostentamento del territorio; dall'altra il Liceo Artistico, istituito 80 anni fa per valorizzare un'attività che i fassani praticavano già da decenni: dipingere, lavorare e scolpire il legno.

La storia dell'autonomia fassana è infatti radicata nell'emigrazione dei padri di famiglia, partiti per garantire sostentamento ai propri figli. Lo ha spiegato la professoressa Francesca Giovannazzi con una relazione dedicata ai pittori itineranti fassani e alla tradizione dei 'coloritori' della Val di Fassa, che in inverno si spostavano a piedi fino in Austria, Germania e Francia.

L'appuntamento si è svolto nell'Aula Magna della Scuola Ladina di Fassa e ha rappresentato un'importante occasione di incontro tra realtà scolastiche diverse. Ad aprire i lavori, oltre allo staff di 'Conosciamo l'Autonomia', il Sorastant dell'istituto, Federico Corradini, che si è detto emozionato: 'Il senso dell'autonomia profonda è far incontrare le persone. Non è banale avere qui la Fondazione Edmund Mach e accogliere studenti da tutto il Trentino'. Corradini ha ringraziato il professor Covi, docente dell'Istituto agrario di San Michele, intervenuto per sottolineare come 'il Trentino sia una realtà ricca di sfumature, che noi vediamo dal punto di vista dell'ambiente e dell'agricoltura, anche grazie agli studenti che arrivano da tutte le valli. Ancora più significativo se pensiamo che la Val di Fassa ha un'identità culturale molto forte che non sempre è conosciuta. Questa è una grande opportunità per creare relazioni che accrescano il senso di autonomia'.

A presentare i percorsi scolastici sono stati gli stessi studenti dell'Artistico e dell'Agraria, che dal palco hanno illustrato ai coetanei peculiarità come lo Skiing College per l'Artistico o i diversi indirizzi dell'Agraria. A seguire, visita ai laboratori e presentazione dei lavori realizzati dagli studenti, con esempi significativi della tradizione artistica ladina. I professori Claus Soraperra, di pittura, e Lorenzo Riz, di ladino, hanno illustrato insieme ai ragazzi il lavoro di conservazione ed esposizione, all'interno dell'istituto, del patrimonio legato al pittore fassano Celestino Weiss, nato nel 1800 e scomparso nel 1951, esempio di una micro-esperienza che ha garantito la sopravvivenza a molte famiglie della valle.

Al termine della mattinata sono intervenuti per i saluti conclusivi i consiglieri provinciali Francesco Valduga, Eleonora Angeli, Roberto Paccher e il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini, che ha ribadito l'importanza della collaborazione tra scuole nel progetto 'Conosciamo l'Autonomia', ricordando come il tema dell'autonomia trentina entra nelle case dei trentini grazie a questa iniziativa, che quest'anno ha già coinvolto 10.500 ragazzi.

Nel pomeriggio le attività sono proseguite con una passeggiata fino alla chiesa di Santa Giuliana e poi al Museo Ladino di Fassa, gestito dall'Istituto Cultural Ladin, con visita guidata dallo stesso Sorastant, Federico Corradini. L'iniziativa ha messo in rete numerose realtà del territorio: la Scuola Ladina di Fassa con dirigente, docenti e studenti; l'Istituto Cultural Ladin e il progetto 'Conosciamo l'Autonomia'.

Autore

Perinelli Marco / Agnese Santori
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Aggiornato al 21/04/2026