No ai testi di Degasperi, Stanchina e Demagri. In allegato l'emendamento della mozione 19
È proseguita nel pomeriggio la discussione delle proposte di mozione all’ordine del giorno. No a quelle di Degasperi sul bypass di Trento, di Stanchina sui grandi carnivori e Demagri sulla normativa in materia di sostegno all’innovazione delle imprese. Approvata all’unanimità la mozione di Valduga, Malfer, Stanchina, Maule e Demagri sul supporto alle associazioni di volontariato socio-sanitario. Di seguito una sintesi dei lavori del pomeriggio.
Degasperi (Onda): Bypass, sospendere il cantiere sud (respinta)
La mozione dell’esponente di Onda è stata respinta con 28 no, 2 sì e 4 astensioni. Dopo la presentazione, al mattino, da parte dello stesso consigliere, nel pomeriggio ha preso la parola l’assessore Achille Spinelli che ha detto di ritenere la mozione non accoglibile. Ha ricordato che l’esito delle indagini fatte presso l’ex scalo Filzi e nell'areale nord ha evidenziato la presenza di situazioni compatibili con la realizzazione delle opere, condizionandone le modalità di realizzazione per la gestione del materiale movimentato: per gli imbocchi sud e nord si sta approvando l’approvazione del piano delle terre e rocce da parte del Ministero. Le aree sotto sequestro: sono nel progetto di fase B e andrà verificato come Rfi intende gestire gli interventi, valutando il progetto esecutivo definitivo, profilo che condizionerà i tempi del dissequestro. Spinelli ha ricordato poi che le oltre 200 prescrizioni si riferiscono a tutto l’arco dell’opera; la recente sottoscrizione del protocollo di intesa per la fase 2 del progetto integrato è stata occasione per avere conferma da parte del Governo della certezza dei finanziamenti. Il tema dell’acquisizione delle aree Sin da parte della pubblica amministrazione è svincolata dalla realizzazione del bypass, ha aggiunto.
Francesco Valduga (Campobase) ha fatto riferimento all’intervento di Degasperi e detto di essere allergico ai dogmi. Il dubbio, ha affermato, va coltivato come motore della ricerca: su tutti quello che riguarda il modello di sviluppo proposto aderendo al Corridoio del Brennero, un modello da ridiscutere. Per l’alta capacità, invece, il modello può essere perseguito perché consente di spostare un traffico pesante, di ragionare sulla rotaia e non sulla gomma e ciò potrebbe valere anche per i passeggeri, promuovendo la mobilità alternativa. Il progetto deve essere il meno invasivo possibile sul territorio, ha aggiunto. Si è detto ottimista sul fatto che ci siano possibilità di cambiamento, meno sul fatto che si possa cambiare il tragitto. Al di là delle possibilità di cambiamento, ha affermato Valduga, c’è bisogno di un’idea di progetto complessiva, bisogna sapere cosa succede a nord e a sud di Trento. Finora si è parlato solo di alta capacità, di alta velocità non si è mai parlato e quest’ultima sembra di più un annuncio per il futuro che una realtà. Poi ha accennato al Pnrr: a maggior ragione oggi che i soldi del Pnrr non ci sono più, c’è la necessità di un surplus di approfondimento, di un ripensamento di certi aspetti, di mettere in campo un’idea complessiva del progetto.
Lucia Coppola (Verdi-Sinistra) ha dato pieno sostegno alla mozione di Degasperi. La Provincia in questa fase complessa e confusa è stata la grande assente, ha detto, assieme alla superficiale partecipazione del Comune di Trento. Coppola ha citato l’apporto dei comitati che, ha detto, hanno fatto ciò che non ha fatto la politica, informazione, controinformazione e proposte che erano passibili di essere attuate, come la possibilità di riprogrammare l’opera in destra Adige. Ha ricordato la favorevolezza per il passaggio da gomma a rotaia, ma ha rilevato diverse criticità nel progetto. Problemi gravi quali l’aspetto geologico, la deformazione gravitativa profonda del versante del monte Marzola, l’intercettare di falde acquifere. La richiesta di Coppola è dunque stata quella di fermare, finché è possibile, il progetto, perché le risposte di Rfi sono sempre state evasive, superficiali e insufficienti. Sono spariti i soldi del Pnrr, i tempi si dilungano all’infinito, ha aggiunto la consigliera, non ci sono solo gli idrocarburi, ma anche il piombo tetraetile volatile.
Alessio Manica (Pd) ha ricordato di aver memoria della presentazione del progetto in destra Adige, poi cambiato per un progetto sulla sinistra: una scelta che si è rivelata problematica perché il nodo di Rovereto avrebbe comportato l’impossibile passaggio sotto il monte Zugna. Il tema, ha aggiunto, sembrava per gli amministratori all’epoca lontanissimo, ma poi è arrivato il Pnrr, ci si è trovati a gestire in tempi inadeguati un’accelerazione di Trento. Ora però per Manica è il momento di chiedere trasparenza, accesso completo agli atti, possibilità per la cittadinanza di essere rincuorata sul tema dell’inquinamento e della pericolosità. Bisogna garantire la sicurezza per chi lavora. Manica ha espresso le proprie difficoltà sui primi tre punti della mozione, non più percorribili, si è detto invece d’accordo con gli ultimi due. Come Pd ci si fa carico della fatica di essere alla guida del governo della città, ha concluso, con un sindaco che deve fare sempre il frontman. Ha parlato di un’ipocrisia della maggioranza perché in Parlamento gli onorevoli Ambrosi e de Bertoldi chiedono si sospenda il cantiere. Il Pd non supporterà la mozione, ma la maggioranza cerchi di non prendere per i fondelli il Trentino, ha concluso.
Degasperi ha ricordato gli intenti dell’atto: fare chiarezza rispetto a tante posizioni più da social che di sostanza. Ha detto di prendere atto del fatto che la Giunta si affida alle parole di un Governo che aveva promesso l’eliminazione delle accise sui carburanti, la Fornero e altro. I soldi ad ora non esistono, ma la promessa di un Governo che fino ad oggi non ha rispettato nemmeno mezza. Anche del 1939 i governi promettevano, ha detto, anni in cui al Trentino venne regalata la Sloi, il cui proprietario era amico di Starace. Degasperi ha detto di capire la posizione espressa da Manica e si è chiesto come mai il sindaco si sia assunto questa responsabilità. I lavori sono sospesi anche se si vota contro la mozione, ha aggiunto il consigliere. Spostare il traffico dei Tir merci sulla rotaia in concreto significa avere 5.300 treni in più all’anno: è un obiettivo irrealizzabile. Per rincorrere obiettivi irraggiungibili si sta perdendo tempo.
Daniele Biada (FdI), che ha anticipato il proprio voto negativo alla proposta di mozione, ha ricordato che dal 2021 il gruppo di FdI del Comune di Trento, supportato dai parlamentari, ha detto che l’opera è di importanza strategica per lo sviluppo del territorio, ma risulta fondamentale nella sua esecuzione riuscire a tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente. Gli impegni proposti da Degasperi mirano per Biada surrettiziamente al blocco totale dell’opera: approvarla significa impegnare la Giunta ad avviare un percorso impossibile da portare a termine. L’opera, ha ribadito, è strategica nel suo complesso: FdI è pronta a portare avanti l’opera. Ambrosi e nemmeno de Bertoldi, ha precisato Biada, non hanno mai chiesto la sospensione dei lavori, ma eventualmente di rivedere il percorso. Si è dissociato comunque da ciò a nome di FdI e ha ribadito la volontà di portare avanti l’opera tutelando salute e ambiente, tramite l’esecuzione delle analisi previste e in corso. Qualora producessero preoccupanti risultati si dovrà adottare opportune soluzioni.
Valduga ha annunciato quindi l’astensione di Campobase, un segno di parziale condivisione. Manica ha letto la presa di posizione di Ambrosi e de Bertoldi e parlato di un giochino inaccettabile da parte della maggioranza.
Claudio Cia (Misto) ha detto di aver la fortuna di non sentirsi in imbarazzo per ciò che accade fuori provincia, anche se ha ricordato di aver sempre avuto una posizione chiara sull’argomento. L’attenzione sul progetto è tanta, ha proseguito, di tecnici e procura, degli organi che si occupano di sicurezza sanitaria. Perciò Cia ha affermato che dopo 20 anni si deve avere il coraggio di lasciar lavorare e andare avanti con i lavori per non trovarsi in ritardo. Ci sono le risorse per poterlo fare, lo si faccia. Compito della politica è intervenire dove ci sono situazioni dove mancano trasparenza e chiarezza. Cia ha detto di non votare la mozione di Degasperi.
Carlo Daldoss (FdI) ha precisato che la richiesta avanzata dagli onorevoli trentini chiedeva la sospensione della fase progettuale, non dei lavori. Ognuno, ha detto, si assume le responsabilità per le proposte che fa nei ruoli che ricopre. Per quanto riguarda il gruppo di FdI il tema principale su cui non si discute è quello della salute. Daldoss si è detto comunque convinto che l’attenzione è tanto alta che è tranquillo, che qualora ci fosse bisogno si interverrebbe immediatamente. Ha espresso l’auspicio che i lavori vadano avanti perché il bypass è un’opera strategica per il territorio. Sulla salute non si transige, ma neanche sulle infrastrutture già avviate, ha sintetizzato.
Coppola ha anticipato il voto a favore e ha ricordato il sequestro delle aree inquinate di Carbochimica e Sloi di Trento disposto dal procuratore precisando che si tratta di un sequestro probatorio. Degasperi si è detto convinto, visto quanto successo, sia il caso di rallentare e approfondire: intervenire come immagina come immagina Daldoss quando si verificano problemi sarebbe tardi. La notizia più interessante, ha sottolineato, è l’evoluzione di FdI: per due anni si sono sentite interrogazioni e question time che sparavano a zero contro l’opera, un dissenso che rientrava al momento del voto e che riemergeva in Consiglio comunale. Degasperi ha rilevato che FdI è a favore del passante ferroviario come è stato progettato: ha cambiato posizione rispetto alla precedente legislatura ed è in dissenso rispetto al gruppo consiliare e comunale.
Stanchina (Campobase): gruppo forestale speciale per gestire orsi e lupi (respinta)
La mozione del consigliere di Campobase, respinta con 14 sì e 20 no, impegnava la Giunta a istituire una commissione formata da esperti, coinvolgendo allevatori, categorie agricole, amministratori delle zone interessate, per definire azioni strategiche di prevenzione da mettere subito in campo; a formare un gruppo forestale speciale per i grandi carnivori dotato di strumenti di controllo e prevenzione; a mettere in campo sistemi di tutela come l’isolamento della raccolta dell’umido; l’innalzamento dei sistemi di protezione dei pascoli; a conferire un incarico ad un ente di ricerca per lo studio di un sistema avanzato di tracciamento Gps per l’orso che sostituisca l’obsoleto sistema del radiocollare e ne permetta la gestione con app.
Presentando la mozione, il consigliere Stanchina ha parlato di un giorno particolare per discutere di questa proposta. Le proposte vogliono essere in senso positivo, non vogliono andare in contrasto con le forze politiche, sono volte invece a cercare di fare un passo avanti. Sarebbe per Stanchina folle proporre battaglie di colore quando si parla di sicurezza pubblica e del territorio: la mozione vuole portare proposte concrete, un avvio di percorso in forma propositiva. Nella mozione, ha precisato, non c’è riferimento ad inadempienze degli uffici: la volontà è dunque quella di riuscire a migliorare. Nessuna critica agli uffici, nessun attacco, né alla politica, né alla parte amministrativa. Per il consigliere la proposta potrebbe diventare amministrativa; se qualcosa è in atto benvenga, ha aggiunto, si spera che i dati in questo senso vengano forniti. La commissione proposta non vuole essere un passaggio ulteriore rispetto ad Ispra, ha precisato Stanchina, ma uno strumento di territorio che rafforza l’autonomia. Stanchina ha proseguito dicendo che avrebbe auspicato un’informativa all’Aula sui fatti di ieri, informativa letta solo alla stampa.
L’assessore Failoni ha ricordato che sarebbe stato opportuno spostare al 27 febbraio l’esame di questa proposta, ma ha rilevato la contrarietà dell’opposizione. Di commissioni ce ne sono abbastanza, il Dipartimento è molto preparato ed è stato ulteriormente rinforzato con un nuovo dirigente faunistico. Non si deve dimenticare che c’è un ente eccezionale che si chiama Ispra: ogni documento della Pat viene spedito a Ispra. Il corpo forestale è formidabile: ci sono persone che lavorano 365 giorni all’anno di giorno e di notte. Anche su questo aspetto per l’assessore ci siamo. Sui bidoni: tutte le zone dove c’è il pericolo si stanno organizzando e alcuni sono stati già posizionati, come in val di Sole e Paganella (con due sistemi diversi). Ancora, ha aggiunto Failoni, i tecnici di dipartimento dicono che il sistema di Gps non è obsoleto, ha un altro nome rispetto a quelli nominati da Stanchina, ma è valido. L’assessore ha ricordato che a cuore di tutti è la sicurezza dei trentini e di chi in Trentino viene in vacanza. Ha anticipato voto contrario alla proposta di mozione.
Paola Demagri (Casa autonomia) ha parlato di un’occasione oggi per informare l’Aula, tutti hanno la necessità di conoscere come sono andate le cose ieri. Ha ringraziato il consigliere Stanchina per aver voluto mantenere la discussione della risoluzione. Demagri ha ricordato che gli strumenti per gestire la questione dei grandi plantigradi c’erano già; la vicenda di ieri certifica che la Pat è arrivata al capolinea. La consigliera ha ricordato la necessità di comunicazione, prevenzione e custodia nella gestione del rapporto con i grandi carnivori. Le leggi e le modalità per operare c’erano tutte, ha aggiunto, bastava assumersi le responsabilità di metterle in pratica l’anno scorso, anche perché il tabù era già stato abbattuto dalla Giunta Rossi. Si impari dagli errori, si mettano in carica le pile dei radiocollari che funzionano, ha aggiunto Demagri. Piaccia o meno, gli orsi faranno parte del nostro habitat per un gran pezzo, non servono annunci come quello della legge che sta per arrivare, in cui si fa un passo indietro rispetto alla legge del 2018. Si affronti il problema con serietà come si è fatto ieri: il consenso spiccio non può avvenire sulla pelle delle persone anche se si è stati confermati alle elezioni.
Andrea de Bertolini (Pd) ha plaudito alla decisione di tenere ferma la discussione della mozione e parlato della necessità di affrontare la questione oggi, se non altro nel dibattito consiliare. Ha sottolineato il bisogno di superare il fenomeno di gestione della vicenda soprattutto nel dibattito mediatico. L’abbattimento non può che essere l’extrema ratio, ha aggiunto de Bertolini, e la mozione del consigliere Stanchina propone una dimensione a scalare.
Degasperi ha ricordato che nel 2018 fu l’unico a votare contro la legge 9, non per ostilità nel senso di contrarietà a ogni abbattimento, per altro già previsti dalla normativa Habitat. La contrarietà era formale: la legge del 2018 non ha innovato nulla, se non aver escluso il Ministero dal percorso gestionale. Un errore, per Degasperi, perché ci sono persone che raccontano che è colpa del Tar e dell’Europa, ma la situazione attuale è invece conseguenza delle decisioni scelte nell’ambito dell’Autonomia trentina da chi la rappresentava. Sul punto dei forestali: ci sono 170 forestali, il presidio dei boschi trentini è affidato allo stesso numero di agenti che presidiano il territorio del Comune di Trento. Il territorio per Degasperi non è presidiato: c’è un agente ogni 3.500 ettari. La Pat non solo ha diminuito i custodi forestali, ma recentemente non paga loro nemmeno più gli scarponi. Si parla di una figura caratterizzante dell’Autonomia, ha rimarcato. Infine ha ricordato il lavoro per l’introduzione dello spray per gli agenti del corpo forestale, ma non per i custodi che pure stanno nel bosco. Il problema ha detto Degasperi non è tanto l’abbattimento, pur esprimendo qualche dubbio anche su questa stessa premessa, ma il fatto che a monte non c’è nulla: non ci sono formazione, informazione. Ha indicato il foraggiamento come un esempio di contraddizione.
In replica Stanchina ha dichiarato che non si può sempre posticipare e ha detto che comunque si tornerà sul tema. Le commissioni sono abbastanza? Sì, ma bisogna pensare se sono a sufficienza per garantire determinate cose. Un nucleo dedicato? I forestali si occupano anche di tanto altro e non sono nemmeno in tantissimi. I bidoni si stanno organizzando, ma il disappunto è la disomogeneità dei sistemi di raccolta. Il radiocollare non è obsoleto? Ma Stanchina ha detto di ricordare che più d’un rappresentante di maggioranza lo ha contestato come sistema in passato. Nelle dichiarazioni di voto, Demagri ha detto di aver apprezzato la mozione, una modalità di accompagnamento alla Conferenza di informazione e alla discussione dell’iter della nuova legge.
Demagri (Casa Autonomia): cambiare le modalità per gli incentivi alla ricerca (respinta)
La consigliera di Casa autonomia nella sua mozione (firmata anche da Degasperi, Coppola, Malfer, Manica e Maule), respinta con 13 sì e 19 no, impegnava la Giunta a rivedere le modalità degli incentivi alle imprese per la Ricerca e lo Sviluppo attivando un sistema di erogazione a stato di avanzamento dei lavori trimestrale o a tranche di lavori eseguiti per evitare l’indebitamento delle aziende; coinvolgendo le aziende si potrebbero individuare formule di garanzia. Inoltre, si impegnava il governo provinciale a rivedere la composizione del Comitato scientifico che valida i progetti con imprenditori che affianchino le figure accademiche. Infine a ottimizzare i tempi riducendo da 90 a 45 giorni entro i quali l’azienda deve confrontarsi col Comitato scientifico e a promuovere i tempi di verifica antimafia.
L’assessore Spinelli ha sottolineato il tema della digitalizzazione, un percorso su cui serve un maggiore impegno e priorità del Governo. Si gestisce il denaro pubblico per il bene collettivo, ha aggiunto, che viene impiegato nelle erogazioni alle imprese con piacere e grande attenzione: nel momento in cui le iniziative si pongono in maniera complessa dal punto di vista scientifico servono più precisazioni e questo tempo non può essere ridotto se si vuole avere rispetto del denaro pubblico. Serve cautela, ha rimarcato Spinelli. Ha ricordato la disciplina del settore per importi inferiori e superiori al milione di euro: in ogni caso è possibile chiedere l'anticipo del 30% previa presentazione di idonea garanzia. La proposta contenuta nella mozione costituirebbe in questo senso un aggravio burocratico. Sulla composizione del comitato scientifico ha sottolineato l’impossibilità e le criticità che deriverebbero da un eventuale inserimento di figure imprenditoriali. Ha detto di ritenere non accoglibile la premessa e il dispositivo.
Chiara Maule (Campobase) è intervenuta a sostegno della mozione. Ha ricordato che l’obiettivo per la politica deve essere dare chiarezza e dare garanzia e supporto a un comparto fondamentale per lo sviluppo della provincia. L’apporto importante deve essere nella valorizzazione della ricerca e della formazione. Vanno accolte per Maule le istanze del settore della ricerca, che teme di non essere più così fondamentale per la politica provinciale, un settore che ha valso al Trentino l’appellativo della Silicon Valley delle Alpi. Bisogna per la consigliera andare incontro alle imprese estendendo i tempi di istruttoria e analisi del progetto e prevedendo erogazioni in più tranche del contributo. Occupazione e prestigio sono ciò che la Provincia deve perseguire, ha concluso la consigliera.
Maria Bosin (Patt) rispetto alle semplificazioni e alle tempistiche ha parlato della sua esperienza pregressa. Ha affermato che negli anni c’è stata una volontà di semplificare, un approccio pragmatico nelle norme per le imprese, poi è chiaro che le imprese chiederebbero ulteriori semplificazioni e accelerazioni delle tempistiche perché i tempi dell’imprenditoria non sono quelli della pa. Il trend muove comunque per Bosin in questa direzione: ha detto di essersi resa conto di quanto sia già stato fatto nel settore. Migliorare è possibile sempre ed auspicabile, ma già dei risultati si sono visti. Degasperi avrebbe auspicato una maggiore riflessione su una tale mozione. Ha chiesto un supplemento di spiegazioni; la mozione era tecnica e costruttiva, meritava un tentativo di mediazione. Un ragionamento sui termini Degasperi ha detto che non era vietato dalla legge, si possono magari ridurre. Si sarebbe potuto trovare una mediazione. Demagri ha dichiarato che si sarebbe aspettata dall’assessore Spinelli un’interlocuzione privata, magari prima dell’Aula. Ha rilevato l’assenza di una risposta politica nell’intervento di Spinelli che ha descritto come un assessore ancora tecnico. Le volontà politiche fanno superare gli ostacoli, però, ha detto Demagri, e uno sforzo in questo senso va fatto. Non è l’interesse personale che promuove l’intervento di oggi, ha aggiunto la consigliera, ma un’osservazione delle difficoltà che incontrano le imprese. La necessità di migliorare la competitività e la produttività è nella legge 6, ha aggiunto la consigliera di Casa autonomia ma anche in questo senso il tempo è un fattore rilevante.
Degasperi ha parlato di una spiegazione dell’assessore non convincente e ha ricordato che se le proposte sono interessanti le imprese si prestano, se invece lo sono di meno i bandi vanno come devono andare. Coppola ha parlato di una mozione rivolta ai giovani, categoria a cui ci si riferisce spesso in Aula senza poi incontrarne i bisogni. La consigliera ha affermato che si sarebbe aspettata dall’assessore un’interlocuzione punto per punto con la consigliera Demagri entrando nel merito. Le tematiche che si pongono sono interessanti e riguardano le piccole aziende, che trovandosi di fronte a una serie di obblighi, tempistiche e mancanza di fondi e sostegno arrivano a chiudere, pur essendo di grande utilità per la società, come avviene per le startup. Manica ha parlato della proposta come di una strada percorribile perché raccoglieva l’istanza delle imprese di uno snellimento della burocrazia. La risposta dell’assessore per il consigliere è stata troppo schiacciata sulla parte burocratica: una difesa rigida del “va tutto bene” è sembrata un po’ troppo, si sarebbe invece potuto aprire un ragionamento.
Valduga (Campobase): subito un confronto con i volontari socio-sanitari (emendata e approvata all’unanimità)
La mozione del consigliere di Campobase (sottoscritta anche da Demagri, Malfer, Stanchina e Maule), approvata all’unanimità, impegna la Giunta ad avviare subito il confronto con le realtà di volontariato socio-sanitario per chiarire i problemi riguardanti il passaggio al Terzo settore; di rivedere la procedura di bando di gara europeo per l’affidamento dei servizi di trasporto infermi; a tutelare il mondo del volontariato socio-sanitario fornendo tutele adeguate ai volontari. Presentando la mozione, lo stesso Valduga ha presentato l’emendamento trovato sulla mozione (in allegato sul sito).
L’assessore Mario Tonina ha parlato della necessità di fornire il giusto supporto alle associazioni di volontariato trentine che da anni operano e garantiscono un importante servizio alla collettività e lo sanno fare con grande impegno, professionalità e dedizione seppure in un momento difficile anche per loro. Non sempre trovano nuove figure e questo è un tema che la politica si deve porre: in questo momento si è cercato di dare risposta alle emergenze rappresentate, ma bisogna anche ragionare in termini di prospettiva e futuro. Per fare ciò bisogna fare cultura, ha detto l’assessore rivolto a Gerosa, per poter portare le iniziative nelle scuole. Su questi temi bisogna per l’assessore orientare, comunicare. Ha anticipato quindi un sostegno alla mozione, come nell’emendamento annunciato da Valduga. Parlando della revisione della procedura di bando di gara europeo per l’affidamento dei servizi di trasporto infermi ha ricordato che la sospensione c’è stata, si sta lavorando con l’ingegner De Col per dare le risposte che si attendevano con un percorso di co-progettazione che se condiviso può dare le giuste risposte.
Francesca Parolari (Pd) ha ringraziato l’assessore per essersi messo a disposizione per trovare una soluzione ai problemi. Un segnale positivo che consente di affrontare questioni delicate per il sistema trentino in maniera condivisa e collettiva. Per la consigliera è significativo che la mozione venga discussa a pochi giorni dalla cerimonia di inaugurazione di Trento capitale del volontariato. Le comunità, soprattutto in una prospettiva futura, devono farsi carico dei propri bisogni e, in una società che invecchia, il volontariato è fondamentale. Parolari ha parlato di una logica di sussidiarietà spinta: il Trentino deve continuare a sostenere il volontariato anche lavorando con i giovani, facendo loro conoscere queste esperienze.
Vanessa Masè della Civica ha parlato di un argomento di estrema attualità rispetto ai cambiamenti introdotti per il terzo settore negli ultimi anni. Un’iniziativa nata per riordinare il contesto, che ha messo in difficoltà le associazioni del volontariato sanitario. Vengono richiesti adeguamenti normativi, ma questi possono anche portare al soffocamento e alla moria di realtà virtuose. Ha ringraziato l’assessore: un ottimo esercizio di autonomia aver sospeso la gara e aver chiamato a raccolta i rappresentanti delle associazioni coinvolte. La formazione è centrale, ha aggiunto la consigliera della Civica: nel momento dell’emergenza i volontari sanno essere sul territorio velocemente e con grande professionalità dando sicurezza a tutti i cittadini. Ciò esprime quanto si riesca a dare quando ci si sente parte di comunità. Il futuro del volontariato e le nuove leve? Per la consigliera è una sfida importante, si riuscirà a individuare il percorso più consono se si porterà avanti l’attività di ascolto di cui ha parlato l’assessore. Ha annunciato il proprio lavoro in questo senso che culminerà in una proposta per la semplificazione della burocrazia e di una lettura delle presenze nel Runts.
Demagri ha parlato di una partenza con il piede giusta riferendosi alla volontà di sospendere la gara. Ha espresso un apprezzamento per il riferimento al Runts della consigliera Masè. Degasperi ha rilevato alcuni problemi dell’associazionismo. Ha indicato alcune derive che non hanno nulla a che fare con il volontariato, quelle di coloro che fanno volontariato ma vogliono fare azienda. Sono questi casi, per il consigliere, che stanno minando la sostenibilità del sistema e che costituiscono una motivazione per cui i volontari se ne vanno. Degasperi ha citato alcuni esempi, di volontari che devono andare a 170 chilometri di distanza per soccorrere chi si fa male sugli sci perché c’è il rimborso. O i casi in cui i dipendenti di una realtà durante la settimana nel fine settimana sono costretti a divenire volontari.
Bosin ha ringraziato Valduga per la mozione che tocca la sensibilità del volontariato soprattutto in tema sanitario. Sulla gara: si era stati sollecitati sulle preoccupazioni, Bosin ha ringraziato l’assessore per la sensibilità e per aver sospeso tutto. Ha commentato con piacere gli interventi dei consiglieri perché ha ravvisato un’attenzione al mondo del volontariato, alla necessità di semplificare, un supporto condiviso.
Christian Girardi (FdI) ha parlato di una discussione che raccoglie una preoccupazione condivisa, che riguarda il mondo del volontariato. Carico burocratico e semplificazione: in questo senso bisogna immaginare di fuori, per il consigliere anche prendendo esempio da chi, al di fuori dei confini provinciali, qualcosa ha già incominciato a provare a farlo. Ha anticipato l’intenzione di presentare un ddl che muova in questa direzione. Nell’Aula ci si occuperà ancora del tema e magari si riuscirà a fare sintesi. La situazione sta peggiorando, ha detto Girardi: tutti si celebra il volontariato e non si può non sentire il grido del volontariato relativo alle problematiche che sono legate al far parte di questo mondo.
Valduga ha ricordato che le preoccupazioni sono state raccolte in modo trasversale sul territorio e ha ringraziato i consiglieri per aver compreso come questa proposta di mozione sia l’inizio di un percorso. A partire da questo ambito di cui si è parlato per Valduga si possono costruire esperienze che sanno di autonomia. Un ringraziamento è andato anche all’assessore.
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